Il giudice ha revocato il decreto ingiuntivo da oltre 917mila euro che la banca e la società cessionaria del credito rivendicavano su un conto corrente con apertura di credito risalente al 1994, ritenendo che non fosse stata fornita la documentazione necessaria a dimostrare l’esistenza del debito della società, poi fallita e seguita nell’iter giudiziario dall’avvocato Emanuele Argento



