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Dall’Avv. Emanuele Argento: interessante sentenza del Tribunale civile di Teramo del 12.05.2022

Sentenza del Tribunale Civile di Teramo del 12 maggio 2022 – Giudice Dott.ssa Maria Laura Pasca

Bancario – Cessione in blocco di crediti – Legittimazione del Cessionario – Contestazione dell’opponente – Difetto di legittimazione attiva – Accoglimento dell’eccezione –

Il mero fatto della cessione di crediti in blocco non è in sé sufficiente ad attestare che proprio e anche il credito oggetto di causa sia compreso tra quelli che sono stati oggetto di cessione, il che costituisce onere probatorio a carico della creditrice-cessionaria, per cui “In assenza, pertanto, dell’indicazione nell’avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale delle caratteristiche dei crediti oggetto di cessione – essendovi, come visto, un mero rinvio ai crediti contenuti nel contratto di cessione stipulato in data 11.08.2016 (e successiva modifica del 7.09.2016) – deve ritenersi che solo la produzione in giudizio del contratto di cessione ovvero dell’elenco dei crediti oggetto di cessione avrebbe consentito di ritenere provata l’avvenuta cessione e, dunque, la sussistenza della legittimazione attiva in capo alla società s.r.l., in qualità di cessionaria di s.r.l. Ne deriva che deve essere dichiarato il difetto di titolarità attiva della società s.r.l. e, per l’effetto, l’inammissibilità del suo intervento in giudizio”. Pertanto il Tribunale, in accoglimento dell’eccezione della parte opponente, rileva la carenza di prova il difetto di titolarità del rapporto dedotto in giudizio in capo alla cessionaria e condanna la stessa al pagamento delle spese processuali
(segnalazione dell’Avv. Emanuele Argento del foro di Pescara – www.avvocatoargento.it – www.sosutenti.net) (riproduzione riservata)

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Dallo studio legale Argento: il 3.05.2022 la Corte d’Appello di Ancona con sentenza in favore dei fideiussori revoca il decreto ingiuntivo di originari € 202.813,22 e condanna importante banca al pagamento delle spese processuali

Sentenza della Corte d’Appello di Ancona pubblicata il 3.05.2022 – Presidente Dott. Ugo Pastore – Rel. Dott.ssa Paola Damiani

Bancario – Cessione in blocco di crediti – Legittimazione del Cessionario – Contestazione dell’opponente dei fatti costitutivi del credito – Difetto di legittimazione attiva – Fideiussione – Revoca del decreto ingiuntivo

Il mero fatto della cessione di crediti in blocco non è in sé sufficiente ad attestare che proprio e anche il credito oggetto di causa sia compreso tra quelli che sono stati oggetto di cessione, il che costituisce onere probatorio a carico della creditrice-cessionaria, per cui “la parte che agisca affermandosi successore a titolo particolare della parte creditrice originaria, in virtù di un’operazione di cessione in blocco D.Lgs. n. 385 del 1998 ex art. 58, ha l’onere di dimostrare l’inclusione del credito oggetto di causa nell’operazione di cessione in blocco, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale, a meno che il resistente non l’abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta” (Cass. n. 4116/16, richiamata espressamente da Cass. civ., sez. VI, 5.11.2020, n. 24798), contrariamente al caso in esame in cui gli appellanti fideiussori ne hanno contestato l’esistenza. Per cui, per dimostrare di essere titolare del rapporto, la prova primaria è costituita dal contratto di cessione, da cui si possa ricavare che lo specifico credito per il quale essa agisce è stato effettivamente ed inequivocabilmente cartolarizzato; ad essa può tuttavia sopperirsi solo se si dimostri (cosa che non si è verificata nella fattispecie in esame) che il singolo credito ceduto integra tutti i requisiti e rientra in tutti i criteri indicati nell’estratto di cessione, pubblicato in G.U. Pertanto la Corte, in accoglimento dell’eccezione delle parti appellanti, rileva per carenza di prova il difetto di titolarità del rapporto dedotto in giudizio in capo alla cessionaria e, ritenuta assorbita ogni ulteriore domanda e/o eccezione formulate dalle parti nel merito, nonché rigettata ogni domanda istruttoria in quanto ininfluente ai fini del decidere, revoca il decreto ingiuntivo oggetto della presente opposizione
(segnalazione dell’Avv. Emanuele Argento del foro di Pescara – www.avvocatoargento.it – www.sosutenti.net) (riproduzione riservata)

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Dall’Avv. Emanuele Argento: interessante sentenza del Tribunale civile di Pescara del 14.04.2022 pubblicata il 27.04.2022

Tribunale Civile di Pescara – Giudice Dott.ssa Valeria Battista – Sentenza del 14.04.2022 pubblicata il 27.04.2022

Contratti bancari – Mutuo – Indicizzato in valuta estera (franchi svizzeri) – Clausola di indicizzazione in base alla fluttuazione del cambio della valuta – Atipicità del contratto – Necessità di apposita stipulazione e informazione della clausola – Sussiste – Ai fini della verifica del dare avere del rapporto di mutuo in contestazione è ammissibile la C.T.U. contabile – Ordinanza istruttoria con indicazione dei quesiti.

Il contratto di mutuo indicizzato in valuta estera in cui sia inserito un fattore di rischio (cioè, l’andamento della valuta estera rispetto al suo cambio contrattualmente convenuto) non è un comune contratto di mutuo (comprensibile ad una consumatore medio) ma un mutuo cui è abbinato un rilevante fattore di rischio finanziario; cosicché occorre valutare se nell’ambito delle clausole siano contenuti profili del tutto aleatori che sono incompatibili con la causa tipica di un mutuo e che pertanto necessitano di apposita stipulazione e corretta informazione al consumatore. Appare, pertanto, necessario un approfondimento istruttorio dovendo essere rimessa al CTU – previa declaratoria di nullità delle clausole di cui agli artt. 4, 4 bis, 7 e 7 bis del contratto di mutuo de quo – la rideterminazione del piano di ammortamento facendo applicazione degli interessi nella misura legale ex art. 1284 c.c. e quantificazione degli importi corrisposti in più per effetto delle pattuizioni contrattuali alla data della domanda giudiziale nonché l’individuazione dell’importo che i mutuatari si troverebbero a dover corrispondere alla Banca in caso di estinzione anticipata o conversione del mutuo senza però operare la doppia conversione ed ovviamente sulla base del piano di ammortamento come ricalcolato. Detta operazione andrà altresì effettuata con riguardo alla data in cui i mutuatari formulavano richiesta di estinzione anticipata del finanziamento onde poter verificare l’entità dell’importo che gli stessi avrebbero dovuto corrispondere in luogo di quello esorbitante domandato dalla Banca.
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Dallo Studio legale Argento e Liddo: ottenuta in data 9.03.2022 sentenza di condanna di importante banca presso il Tribunale civile di Pescara

Il Tribunale Civile di Pescara – Giudice Dott. Ria con Sentenza del 9.03.2022 ha accertato e dichiarato l’illegittima applicazione da parte di una Banca di rilevanza nazionale di INTERESSI NON DOVUTI nei confronti di una società pescarese con conseguente determinazione di un SALDO A CREDITO dell’ex società correntista di Euro 655.690,28 oltre interessi, spese di giudizio ed accessori
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Dall’Avv. Emanuele Argento, in data 23.03.2022 il tribunale civile di Pescara sospende la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo avanzato dalla banca per ingenti importi

Tribunale Civile di Pescara – Ordinanza di sospensiva del 23.03.2022 – Giudice Dott. F. Ria

Rapporto bancario di conto corrente bancario – Opposizione a decreto ingiuntivo – Sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto – Accoglimento per non manifesta infondatezza dei motivi di opposizione
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